Philippe Donnet cerca la pace
Di Maria Chiara Consoli, redattrice di finewsticino.ch a Milano
La conquista di Mediobanca da parte del Monte dei Paschi di Siena ha riaperto la partita sul controllo di Generali.
Il valore strategico della quota del tredici per cento detenuta da Mediobanca attira le ambizioni dei nuovi azionisti forti – Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin – che, dopo la stessa Mediobanca, restano i principali soci del Leone. Entrambi avevano votato contro la conferma di Philippe Donnet nell’ultima assemblea.
Dialogo necessario, governance in bilico
Sebbene la politica voglia evitare scossoni, Philippe Donnet si trova ora di fronte a soci apertamente critici. Ciò non implica un cambio immediato al vertice, anche perché a Trieste erano già in corso tentativi di ricucitura tra management e azionisti prima dell’uscita di scena di Alberto Nagel.
Il primo segnale verso una nuova fase sarà l’abbandono della partnership con Natixis nell’Asset Management, un dossier contestato dagli azionisti italiani e difficilmente compatibile con i poteri speciali del governo.
La nomina del direttore generale come mossa distensiva
L’arrivo di Giulio Terzariol come direttore generale – Group Deputy Ceo rappresenta il passo più evidente verso un appeasement interno. Ex direttore finanziario di Allianz e già Ceo Insurance dal luglio 2024, Terzariol assume la responsabilità del business assicurativo e la supervisione di Banca Generali.
La richiesta di introdurre un direttore generale era stata avanzata più volte da Caltagirone e Delfin, i cui rappresentanti in Cda si sono astenuti dalla votazione: un via libera alla struttura, sospendendo però il giudizio sulla persona. La posizione di Donnet resta dunque fragile fino alla scadenza del Cda nel 2028.
La politica osserva con attenzione l’evoluzione della partita
La stabilità di Generali è un tema cruciale anche per la politica, in particolare quella locale. Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, punta a un legame sempre più stretto con la compagnia assicurativa.
Con il suo mandato in scadenza nel 2028 – lo stesso anno del rinnovo del Cda – Fedriga valuta le sue mosse future in un contesto in cui il peso politico si intreccia alle relazioni finanziarie.
Un asset strategico per il Paese, cambiamenti solo graduali
Sul governatore circolano indiscrezioni che lo vorrebbero corteggiato da Giorgia Meloni per un ingresso in Fratelli d’Italia. Ma, per consolidare la propria forza, Fedriga potrebbe seguire il modello Zaia, basato su solide alleanze economiche.
Per lui, una sintonia profonda con Generali sarebbe decisiva. Dal canto suo, il governo punta alla continuità: ogni cambiamento nella governance del Leone dovrà essere gestito in modo ponderato, per preservare la stabilità dell’istituzione finanziaria privata più rilevante del Paese.


